Pentecoste

e Processione delle Croci

20.05.2018

“Vieni, Spirito Santo, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce. Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni luce dei cuori.”
In questa domenica di Pentecoste, durante ogni celebrazione Eucaristica, è stato invocato lo Spirito Santo, tramite la Sequenza, proclamata appena prima del Vangelo. Una supplica composta da 10 strofe, pregata alternata all’invocazione cantata, indirizzata alla terza persona della Trinità. Una preghiera semplice ma profonda, sintetica ma ricca di contenuti.
Così, come sui discepoli riuniti nel Cenacolo, anche sulla comunità di Teglio Sant’Eufemia è disceso lo Spirito, portando con se’ i suoi doni. «Lo Spirito è come il vento: non lo si vede, ma lo si percepisce» ha ricordato Padre Simone Caelli, citando le parole di San Paolo, durante l’omelia della celebrazione delle ore 10.30, concelebrata insieme a don Flavio, «la sua presenza è invisibile, ma è chiaramente riconoscibile nei segni che compie in ciascuno».
Lo Spirito era certamente presente anche nel cuore delle persone che, guidate da don Remo, hanno deciso di intraprendere la processione “alle Croci”. La tradizionale camminata penitenziale ha preso avvio alle ore 4.30 dalla piazza del paese con il suono solenne delle campane e, tra preghiere ed invocazioni, è giunta nella località di Prato Valentino intorno alle ore 7.30. Lungo il percorso sono state fatte delle soste presso le diverse croci posizionate in località differenti. La pioggia purtroppo ha sminuito la bellezza del percorso, ma non è riuscita a scalfire la forza di volontà dei partecipanti che hanno portato a termine il cammino, concludendolo con la Santa Messa delle ore 8.00, nella piccola chiesa dedicata a San Valentino. Tuttavia, proprio a causa del maltempo, non è stato possibile compiere anche la discesa e tornare a piedi alla collegiata. Molti dei presenti, però, non hanno rinunciato a partecipare anche alla Celebrazione Eucaristica delle ore 10.30 in Sant’Eufemia.
Durante questa messa si è svolto anche il rito dello spegnimento del Cero, già tenutosi il giorno prima nella liturgia prefestiva e ripetuto la sera stessa, durante il rosario del mese di Maggio a San Martino. Questo segno, che ha accompagnato i 50 giorni susseguenti la Pasqua, ora viene tolto, affinché ciascun fedele, allenato alla scuola del Maestro, sia lui stesso luce che illumina la vita degli altri.
Una luce, dunque, è stata spenta, ma un’altra è stata accesa: la luce della fede, alimentata dal soffio dello Spirito, nel cuore di ciascuno.

Parrocchia S. Eufemia

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