Con Maria

per una vita fiorita

Semi di vita:

cammino spirituale

Lavanda

Prudenza

La lingua non ha ossa,

ma è abbastanza forte da rompere un cuore.

Perciò cerca di essere prudente con le tue parole!

Origine

Il nome “lavanda” deriva dalla parola latina “lavare” ed è dovuto all’uso che greci e romani facevano del fiore dopo averlo essiccato, la usavano, infatti, come detergente e per profumare l’acqua dei bagni delle abitazioni e delle terme.

I romani inoltre facevano largo uso dei fiori della lavanda, inoltre, poiché ne ricavavano l’essenza che secondo la scienza medica del tempo aveva numerose proprietà mediche: purificanti, antisettiche, antibatteriche, antireumatiche ed antinfiammatorie. Oltre all’essenza ne estraevano anche un olio essenziale che adoperavano nella cura delle bruciature e delle punture di insetto.

La tradizione narra che la lavanda avesse effetti miracolosi contro i morsi dei serpenti: strofinata sulle ferite, dopo essere stata lasciata a macerare nell’acqua, aveva proprietà antiveleno.

Inoltre, intorno ai cespugli della lavanda, si trovano sempre molte api e calabroni, che sono attirati dal suo profumo intenso, a cui bisogna prestare attenzione.

È il fiore che simboleggia la prudenza.

Per riflettere

Gesù nel Vangelo ci invita alla prudenza: prudenti come i serpenti e semplici come le colombe!
“Per esercitare la virtù della prudenza è necessario conoscere le due facce della medaglia: il lato chiaro e il lato oscuro della vita. Significa saper distinguere il bene dal male, il vero dal falso, la virtù dal vizio”.
La vita ci richiama spesso alla prudenza, un’attenzione in particolare: “La lingua non ha ossa, ma è abbastanza forte da rompere un cuore. Perciò cerca di essere prudente con le tue parole!”

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Parrocchia S. Eufemia

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