Secondo passo

Ascoltiamo con il cuore

Mi ri-connetto

Il Signore mi ha parlato

dal libro della Genesi (15,5-12.17-18)

dal Salmo 26

dalla lettera ai Filippesi (3,17;4,1)

dal Vangelo secondo Luca (9,28-36)

Agisco

Ascoltare con il cuore

significa dare spazio alle persone che incontro.


Mi impegno

a non fermarmi alle apparenze,

ma cerco di capire le ragioni dell’altro.

Imparo

Nella liturgia Eucaristica, incontro con il Signore,

usiamo l’udito specialmente quando ci mettiamo in ascolto di Dio,

che ci parla nella prima e nella seconda lettura,

nel Salmo responsoriale e nel Vangelo.

È il momento della Liturgia della Parola,

che possiamo chiamare “prima mensa”:

Dio stesso parla agli uomini

quando viene letta la Sacra Scrittura.

Apro il cuore e le orecchie per ascoltare le Sue parole,

che sono strada per il mio cammino!

Prego

Come è bello, Gesù, parlarti e sentirti parlare,

ascoltarti e sentirmi ascoltato da Te!

Aiutami a tenere le orecchie sempre bene aperte

affinché sappia ascoltare la tua voce,

che parla attraverso le persone, le cose e i fatti di ogni giorno.

Fa’ che sia capace di rispondere

con il linguaggio dell’amore

a coloro che si rivolgono a me in cerca di aiuto e consolazione.

Non permettere che qualcuno venga a me

e se ne vada senza essere felice.

Mi collego

Un saggio indiano aveva un caro amico che abitava a Milano. Si erano conosciuti in India, dove l’italiano era andato con la famiglia per fare un viaggio turistico. L’indiano aveva fatto da guida agli italiani, portandoli a esplorare gli angoli più caratteristici della sua patria.
Riconoscente, l’amico milanese aveva invitato l’indiano a casa sua. Voleva ricambiare il favore e fargli conoscere la sua città. L’indiano era molto restio a partire, ma poi cedette all’insistenza dell’amico italiano e un bel giorno sbarcò da un aereo alla Malpensa.
Il giorno dopo, il milanese e l’indiano passeggiavano per il centro della città. L’indiano, con il suo viso color cioccolato, la barba nera e il turbante giallo attirava gli sguardi dei passanti e il milanese camminava tutto fiero d’avere un amico così esotico. Ad un tratto, in piazza San Babila, l’indiano si fermò e disse: Senti anche tu quel che sento io? Il milanese, un po’ sconcertato, tese le orecchie più che poteva, ma ammise di non sentire nient’altro che il gran rumore del traffico cittadino. Qui vicino c’è un grillo che canta. Continuò, sicuro di sé, l’indiano. Ti sbagli - replicò il milanese - io sento solo il chiasso della città. E poi, figurati se ci sono grilli da queste parti. Non mi sbaglio. Sento il canto di un grillo.
Ribatté l’indiano e decisamente si mise a cercare tra le foglie di alcuni alberelli striminziti. Dopo un po’ indicò all’amico che lo osservava scettico un piccolo insetto, uno splendido grillo canterino che si rintanava brontolando contro i disturbatori del suo concerto. Hai visto che c’era un grillo?
Disse l’indiano. È vero. Ammise il milanese. Voi indiani avete l’udito molto più acuto di noi bianchi...
Questa volta ti sbagli tu - sorrise il saggio indiano. Stai attento…
L’indiano tirò fuori dalla tasca una monetina e facendo finta di niente la lasciò cadere sul marciapiede. Immediatamente quattro o cinque persone si voltarono a guardare. Hai visto? Spiegò l’indiano. Questa monetina ha fatto un tintinnio più esile e fievole del trillare del grillo. Eppure hai notato quanti bianchi lo hanno udito?

Leggo

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Parrocchia S. Eufemia

Via Roma, 3

23036 Teglio (Sondrio)

Tel. e Fax: 0342 780101

Email: parrocchiaseufemia@gmail.com

WEB: www.parrocchiateglio.com

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