Sesto passo

Ora tutto ha un senso!

Mi ri-connetto

Il Signore mi ha parlato

dal libro del profeta Isaia (50,4-7)

dal Salmo 21

dalla lettera ai Filippesi (2,6-11)

dal Vangelo secondo Luca (22,14;23,56)

Agisco

Se sono stato capace di dare gusto alla vita,

di ascoltare con il cuore, di profumare di bontà,

di ridonare vita e di guardare con amore,

ora la mia vita ha un senso!

 

Mi impegno

ad attivare tutti i miei sensi con il cuore,

per imparare a servire come Gesù.

Imparo

I simboli e i gesti della liturgia

(pane e vino, Parola di Dio, incenso, preghiere e colori)

trovano il loro fondamento nel Triduo Pasquale:

ogni Celebrazione Eucaristica

è la partecipazione reale all’Ultima Cena di Gesù,

alla sua morte e risurrezione.

Egli donando la sua vita per la salvezza degli uomini,

permette a ciascuno di incontrarlo personalmente.

Tutto ha un senso, insegna il Maestro,

quando la vita è un dono di amore per gli altri.

Prego

Grazie, Gesù, per essere sempre al mio fianco.

È bello parlarti e udire le tue parole,

ascoltarti e sentirmi ascoltato,

guardarti e sentirmi guardato,

amarti e sentirmi amato,

cercarti e trovarti nel Pane Eucaristico

e nei fratelli che incontro ogni giorno.

Grazie, Gesù, per aver dato la tua vita per me.

Mi collego

Ogni giorno a mezzogiorno un giovane si affacciava sulla porta della chiesa e ripartiva qualche minuto più tardi. Portava un camiciotto a quadri e i jeans sdruciti, come tutti i giovani della sua età. Aveva in mano un sacchetto di carta con i panini per il pranzo. Insospettito, il parroco gli domandò che cosa ci venisse a fare, perché con i tempi che corrono c'è gente che ruba anche in chiesa.
"Vengo a pregare" rispose il giovane.
"Pregare…. Come fai a pregare così velocemente?"
"Beh…. Tutti i giorni mi affaccio in questa chiesa a mezzogiorno e dico soltanto: Gesù, è Jim".
Qualche giorno dopo, per un incidente sul lavoro, il giovane fu trasportato all'ospedale con alcune fratture molto dolorose. Fu sistemato in una camera con altri ricoverati. Il suo arrivo cambiò il reparto. Dopo un paio di giorni la sua camera era diventata un punto d'incontro per tutti i pazienti del corridoio. Giovani e anziani si davano appuntamento intorno al suo letto e lui aveva un sorriso e una battuta d'incoraggiamento per tutti.
Venne a visitarlo il parroco e, accompagnato dall'infermiera, si recò accanto al letto del giovane.
"Mi hanno detto che sei molto malconcio, ma che nonostante questo conforti tutti gli altri. Come fai?".
"È grazie a uno che mi viene a trovare tutti i giorni a mezzogiorno".
L'infermiera lo interruppe: "Ma non c'è nessuno a mezzogiorno".
"Oh, sì! Viene tutti i giorni, si affaccia alla porta della camera e dice: Jim è Gesù, e se ne va".
La nostra vita è preziosa agli occhi di Dio. La nostra vicinanza a Lui, nella preghiera quotidiana, dona un senso all’intera nostra esistenza e ci incoraggia a metterla a servizio dei fratelli, ognuno con i propri doni e i propri carismi.

Leggo

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Parrocchia S. Eufemia

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