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Patronale
S. Eufemia

e presentazione
lavori restauro

16.09.2021
18.09.2021

“Il valore delle cose non sta nel tempo in cui esse durano, ma nell’intensità con cui vengono vissute. Per questo esistono momenti indimenticabili, cose inspiegabili e persone incomparabili”
Si possono riassumere in queste parole i due eventi significativi vissuti questa settimana dalla comunità di Teglio: la festa patronale e l’inaugurazione degli ultimi restauri della chiesa collegiata.

 

Mercoledì 15 settembre, alle ore 20.30, i fedeli tellini hanno celebrato la solennità di Sant’Eufemia, figura incomparabile della storia cristiana che ha donato sé stessa fino al martirio. L’arciprete, don Francesco Quadrio, durante l’omelia ha detto: «Eufemia è una martire che ci ricorda che la logica del chicco di grano è vera e straordinariamente vincente: solo chi dona sé stesso è capace di portare frutto. Sia proprio questa la logica che accompagna la vita della nostra comunità parrocchiale e pastorale». Don Francesco ha presieduto la liturgia, accompagnata dalla corale, dalla confraternita e dai ministranti. Il giorno seguente, invece, è stato don Stefano Rampoldi, nuovo parroco delle comunità di Castello dell’Acqua, San Giacomo e Tresenda a presiedere l’Eucaristia.
 

Il secondo importante evento della settimana si è tenuto sabato 18 e si è articolato in due momenti distinti: la Celebrazione Eucaristica delle ore 18.00 e l’incontro di presentazione dei restauri delle ore 20.45. La liturgia è stata presieduta da don Flavio Crosta, arciprete emerito, ed è stata concelebrata da don Francesco. Commentando il Vangelo, don Flavio ha sottolineato l’importanza del servizio: «È primo chi serve, non chi comanda. Servizio significa umiltà e dono sincero a vantaggio degli altri, non ricerca di sé stessi. Si è grandi quando si fa della propria vita un dono per chi si incontra e tutti possiamo esserne capaci perché “non importa nascere in un pollaio, quando si ha poi la fortuna di diventare cigno”». Don Flavio ha anche aperto la serata di inaugurazione dei lavori, ripercorrendo le tappe fondamentali della storia della Collegiata, prima chiesa in Valtellina. Al suo intervento sono seguiti quelli dello storico Gianluigi Garbellini, dell’ingegnere Virgilio Scalco, dell’architetto Mauro De Giovanni e dei restauratori Marco Garoli, Serena Copes e Valentina Besta; don Francesco, invece, ha moderato l’intera serata. Il restauro delle cappelle laterali conclude la grande opera di ripristino di tutta la chiesa di Sant’Eufemia, iniziata più di 10 anni fa. “Se si vuole conoscere la storia di una comunità, di studi il tempio che ha costruito” scriveva don Renato Rossi, Arciprete di Teglio nella seconda metà del ‘900: la Collegiata di Teglio, edificata grazie al sacrificio dei suoi abitanti, racconta la storia di una comunità antica e la fede di un popolo genuino. Ancora oggi, in questo luogo sacro si entra per amare Dio e si esce per amare il prossimo.

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