C'è posta per te

Ci scrive... Andrea Pelozzi

Inauguriamo questo nuovo spazio del nostro sito con la sezione "C'è posta per te".

Ogni primo martedì del mese ci scriverà un sacerdote o un consacrato-consacrata nativo delle nostre comunità o che ha avuto a che fare con il nostro territorio. Sarà un modo per sentire come stanno e cosa fanno e far sentire la nostra vicinanza con la preghiera.

Il primo a scrivere è Andrea Pelozzi, seminarista che presta servizio nella nostra comunità, originario di Comacchio, in provincia di Varese.

Lontani vicini
Doversi presentare non è mai un compito semplice perché occorre superare l’imbarazzo e la timidezza, trovandoti avvolto da una marea di nomi e volti che a fatica riesci a tenere a mente e a stento focalizzi nella memoria, nonostante abbiamo già trascorso insieme il tempo del Grest. Aggiungi poi il fatto di dover “inaugurare” questa nuova sezione del bollettino e del sito delle Parrocchie e tutto diventa ancor più gravoso, davanti alla pagina bianca, col suo tremendo candore, che quasi ti guarda con sfida attendendo di essere riempita.
Per fortuna, però, non so se per felice intuizione o una qualche celeste ispirazione, donata per pietà, la mente s’illumina al pensiero che tutto sommato non siamo così estranei, anzi, ci scopriamo addirittura fratelli in Cristo Gesù, per cui al chiarore della fede si scioglie un’infantile paura per far posto alla naturalezza di un colloquio familiare.
Se il latino Terenzio infatti affermava: Homo sum, humani nihil a me alienum puto (ossia “sono un uomo e nulla di umano ritengo a me estraneo”), quanto più questo non varrebbe per noi cristiani che non solo siamo legati dalla medesima natura ma abbiamo addirittura ricevuto la grazia arcana e meravigliosa di essere redenti dal sangue di Cristo, innestati nel suo Corpo che è la Chiesa e chiamati col nome di figli dal Padre dei Cieli? Nessun confine terreno risulterebbe mai troppo angusto al meraviglioso desiderio della Trinità di attrarre tutti a sé, come ci ricorda lo stesso mese di ottobre, dedicato alle Missioni con una sottolineatura straordinaria quest’anno. Ma la stessa nostra Diocesi così vasta ed estesa, non è forse una prova lampante di ciò? Così dalla mia piccola parrocchia di Comacchio in Valcuvia, all’ombra del Sacro Monte di Varese, mi è toccato in sorte di capitare in altra valle, e non proprio dietro l’angolo. Certo, dopo cinque anni in seminario un po’ si è abituati a cambiar parrocchia e macinare chilometri in auto (prima a Lomazzo, poi Uggiate e Ronago, infine Olgiate), ma in tutta franchezza non avrei pensato di finir così lontano. Non che me ne dispiaccia ma spero comprendiate un po’ la mia sorpresa.
All’8 di giugno son dunque partito per venire a conoscere don Flavio e la parrocchia, per poi venir presentato a voi alla prima domenica di luglio. Così fin da questa estate ormai trascorsa, sebbene il caldo non sembra abbandonarci ho avuto modo di iniziare a conoscervi nella vostra quotidianità e soprattutto con l’esperienza del Grest: tante persone, tra grandi e piccini, che mi han donato la possibilità di condividere con loro quattro settimane belle, intense, ricche di molti e vari momenti.
Ora, con la ripresa del seminario, ho cominciato la mia spola tra il lago e i monti, per cui ogni giovedì mattina salirò da Como per condividere con voi la vita di parrocchia fino alla domenica sera. Vi confido che è grande la curiosità e il desiderio di potermi offrire a voi, nel cammino comune di discepoli alla scuola del Signore Gesù, dove uno solo è Padre, unico è il Maestro e noi siamo tutti fratelli. Inoltre, il venerdì, lo trascorrerò il più delle volte a Sondrio, facendo servizio sia in carcere che in ospedale: anche questa possibilità è un grande dono che il Signore mi riserva per crescere ancor più nella sua sequela.
Come abitazione, poiché molti se lo son chiesto, dimorerò in casa arcipretale insieme a don Flavio; nell’affetto però credo di poter dire di essere stato accolto da ciascuno quasi come se in casa propria e perciò già fin d’ora vi ringrazio assicurando il mio ricordo al Signore per voi e augurandovene il merito per cui «ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a Me» (Mt 25,40).

 

Andrea

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Parrocchia S. Eufemia

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