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Ci scrive
don Mario Biffi

Apprendiamo da “Il Settimanale della Diocesi” della nomina a Monsignore di don Mario Biffi, originario della nostra comunità di S. Eufemia.
Dallo scorso mese di agosto è segretario di seconda classe presso la nunziatura apostolica in Kuwait, Qatar e Bahrein e Delegazione apostolica in Arabia Saudita.
A Mons. Mario Biffi le felicitazioni per questa nomina, unitamente al ricordo nella preghiera per il suo impegno pastorale a servizio del Vangelo, per la Chiesa nel mondo.

Di seguito il suo saluto alle nostre comunità.



Carissimo don Francesco,
con l’apertura del nuovo anno colgo l’occasione per inviare i miei più sentiti auguri a te e a tutta la comunità parrocchiale: possa il Signore accompagnarvi sempre con la sua presenza e la sua grazia. Al Signore chiediamo anche, insieme, di alleviare le dure prove che la pandemia ci riserva, in modo da poter nuovamente guardare al futuro con speranza e fiducia.
Per quanto mi riguarda, dopo i tre anni di esperienza africana in Camerun, sono stato trasferito in Kuwait, nel Golfo Arabo. Una nuova pagina che, pur richiedendo qualche adattamento – soprattutto richiede di adattarsi al clima, davvero torrido – riserva esperienze molto interessanti. La comunità cattolica locale è formata esclusivamente da migranti, che giungono qui in cerca di lavoro: dalle Filippine e dall’India, soprattutto, ma anche dal Libano, dall’Egitto, dall’Armenia, dalla Siria, dall’Europa e dagli Stati Uniti. Diverse lingue e culture, e sette differenti riti tra quello latino e quelli orientali. Eppure i Cattolici sono solo una piccola minoranza in Kuwait, Paese di tradizione araba e islamica: questo pone inevitabilmente qualche sfida aggiuntiva. Ad esempio, vi sono quattro chiese per duecentocinquantamila fedeli: anche in questo tempo di pandemia il venerdì, giorno festivo locale, è un rincorrersi di messe, nelle varie lingue, per dare a tutti la possibilità di celebrare il giorno del Signore. Anche io e il Nunzio Apostolico, nel nostro piccolo, contribuiamo con qualche impegno pastorale diretto. Molti dei nostri fedeli, poi, vivono una vita davvero disagiata, lontano dalle famiglie e dalla patria per anni, con impieghi a volte duri e malpagati. Forse proprio per questo, però, l’appartenenza alla Chiesa Cattolica riesce a fare la differenza per loro: il fatto di essere una minoranza, la lontananza da casa e il desiderio di mantenere vive le proprie radici, le difficoltà della vita e la necessità di rifugiarsi in Dio contribuiscono a creare un clima di vera fede e di partecipazione attiva. Questo diventa un dono anche per me: anche qui, come negli altri Paesi che ho girato finora per servizio (Camerun e Guinea Equatoriale, prima; Kuwait, Qatar e Bahrein, ora; ai quali si aggiungono Taiwan e l’Argentina durante gli anni della formazione all’Accademia diplomatica), ho sempre avuto la grazia di sentirmi a casa, perché ovunque ho trovato la Chiesa ad accogliermi. Questo mi permette di pensare con serenità agli amici lontani, ai cari confratelli di Como e anche alla carissima Teglio! Tenendo tutti nel cuore e sentendo tutti vicini nella medesima comunione in Dio.
Ancora vivissimi auguri per un buon 2022 e a presto.

Don Mario